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da | Mag 10, 2020 | AGENTE 007 | 0 commenti

Qualche giorno fa ho pubblicato un post in cui descrivevo la mia attività durante il Lockdown. In questo periodo sono entrata in Keller Williams sia come agente immobiliare che come responsabile della comunicazione, ho reclutato 3 agenti, acquisito 2 nuove proprietà e portato a conclusione 3 atti di vendita.

Lo scopo del mio post era di dimostrare ai miei clienti che la mia attività non si è fermata nonostante le restrizioni e che quindi se devono vendere o acquistare casa possono farlo anche in questo periodo.

Altro scopo del post era motivare i colleghi che sono giù di morale a causa dell’inattività forzata e stimolare in loro il pensiero “se lo fa lei, posso farlo anch’io”.

Alcuni colleghi increduli mi hanno stimolata a raccontare meglio di cosa si tratta.

Qui di seguito vi descrivo gli atti che sono avvenuti durante il lockdown. Rocamboleschi.

1° Atto

Devo ringraziare la influencer Paolina Consiglieri che ho conosciuto a Rimini in occasione del Marketers World la quale mi ha messo in contatto con suo amico che doveva vendere un locale a Roma. L’atto era fissato per il 12 marzo. Il proprietario abita a Milano e, come sapete, il primo decreto che imponeva forti restrizioni sugli spostamenti è dell’8 marzo. Il mio cliente non poteva venire di persona da Milano a Roma. Abbiamo dovuto quindi trovare all’ultimo minuto un notaio per fare la procura al padre. Ci siamo riusciti sul fil di lana. Ho presenziato anch’io alla stipula per dare supporto al padre del mio cliente che si è ritrovato a firmare un atto di vendita senza sapere i dettagli. Ricordo quel giorno. Era tutto molto strano. La città era deserta e noi tutti insieme nel giardino del notaio a guardarci attoniti con le mascherine indossate per la prima volta. La procura tardava ad arrivare dal notaio di Milano e siamo riusciti ad uscire solo dopo tre ore.

Ecco qui di seguito la recensione del mio cliente. 

2° Atto

 

Il secondo atto si è svolto in piena quarantena il 20 aprile. La complicazione enorme è stata fare la Cila per alcune piccole irregolarità che aveva l’immobile. Il proprietario, inoltre, era in Sicilia e non poteva venire a Roma. Quindi anche in questo caso siamo ricorsi alla procura che stavolta ha fatto a me, non avendo lui parenti a Roma. Ci sono state tante difficoltà nel reperire i documenti, aggiornare la piantina, fare la cila e la procura. Sono cose già complesse in regime di normalità figuratevi dover fare tutto da remoto. Ma ci siamo riusciti anche grazie alla fiducia che entrambi i clienti hanno riposto in me, alla bravura del tecnico che ha regolarizzato tutto nei tempi e del notaio che è stato molto comprensivo e di supporto.

3° Atto

Il terzo atto è avvenuto il 4 maggio. In sede di preliminare il notaio richiese il titolo urbanistico relativo ad un frazionamento avvenuto nel 1970 quando le leggi erano diverse e non prevedevano tutta la documentazione che oggi è obbligatoria. Trattandosi di un immobile storico il tecnico è dovuto andare a recuperare le piante degli anni 60/70 per capire come si era svolto questo frazionamento e come poteva essere regolarizzato. Immaginate quanto sia stato rocambolesco in tempi di corona virus. Ma anche in questo caso ci siamo riusciti combattendo con gli uffici pubblici che andavo ancora più a rilento del solito. Questa volta non ho presenziato all’atto ma anche qui è stata necessaria una procura di uno dei due proprietari che si trovava a Genova e che non se la sentiva di viaggiare in treno il primo giorno di apertura.

A raccontarli adesso che tutto si è concluso bene sembra una passeggiata. Ma mi ricordo quando eravamo in mezzo al guado parecchia ansia e preoccupazione. Però abbiamo sorpassato queste paure con azioni e impegno e abbiamo portato a termine gli atti anche in Lockdown.

Prossimamente vi presenterò anche gli agenti che ho reclutato e soprattutto non vedo l’ora di parlarvi delle nuove proprietà.

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