da | Apr 13, 2019 | AGENTE 007, TV | 0 commenti

Casa Smart – ecco come ci spiano tra le mura domestiche

Ci spiano continuamente, sui cellulari, dal satellite, per strada. Anche in casa? A quanto pare sì, l’obiettivo della Smart Technology è proprio entrare tra le mura domestiche, dove siamo più indifesi e sinceri. E allora a Rendering, la rubrica di tecnologia, immobiliare e divertimento all’interno di Bricks and the city, la trasmissione televisiva dedicata alla casa e all’abitare, parliamo di Casa Smart = Casa Intelligente, sì ma intelligente per chi? 

Intervengono con me nella rubrica Rendering

– Rossana De Angelis, Presidente di ANACI Roma, Associazione Nazionale Amministratori di Condominio e di Immobili

– Vasco Petruzzi, amministratore delegato di Cybertec Services Srl e fondatore del progetto ComputArte

–  Paolo Leccese, collega e blogger

Clicca qui per vedere il video

Con i miei ospiti cerchiamo di capire come ci spiano, cosa possiamo fare per evitarlo e addirittura come possiamo trarne profitto.

Vasco Petruzzi ha spiegato il meccanismo di spionaggio da parte della Smart Technology in una articolo su Key4biz.

Prima i dati nella casa erano sicuri perché il personal computer era veramente personal.

Cioè:

– immagazzinava i dati che rimanevano in casa nell’hard disk,

– i programmi giravano internamente alla sua memoria, 

 aveva le periferiche di input (la tastiera, il mouse, etc. per i segnali che diamo noie di output i (il monitor, le casse etc per i segnali che ci da il computer).

Oggi invece con lo smartphone abbiamo un computer portatile con memoria, tastiera, microfono, acustica, etc, ma che in più che fa girare le APP.

Le applicazioni raccolgono i nostri dati e li portano in un server fuori da casa nostra e dobbiamo essere sempre connessi altrimenti non possiamo accedere ai nostri stessi dati.

Inoltre, quando scarichiamo le APP concediamo l’accesso alla nostra galleria di immagini, alla nostra rubrica, alla geolocalizzazione, al nostro microfono, etc.

Come ci spiano in casa?

Tra le mura domestiche abbiamo le Smart Tv, i frigoriferi Smart, le aspira-polvere Smart (che registrano le planimetrie), le telecamere degli allarmi e gli speaker. In pratica abbiamo solo le periferiche di input (le nostre richieste) e di output (le sue risposte) ma la memoria, la parte di computazione non è più in casa nostra ma è sulla nuvola, nel Cloud.

Abbiamo quindi sempre occhi e orecchie tra le mura domestiche che ascoltano e registrano ciò che diciamo. Ad esempio il microfono dello speaker (il comodo apparecchio al quale si può ordinare oralmente di accendere e spengere le luci o al quale chiediamo informazioni di ogni genere) è sempre acceso a meno che non si vada nelle impostazioni a metterlo in modalità off.

Ciò che mi chiedo è: tra i miliardi di informazioni che hanno come possono recuperare proprio le mie?

Vasco Petruzzi ci assicura che ci sono algoritmi che analizzano i dati in modo molto dettagliato, anche quelli di persone comuni.

Ma che se ne fanno dei miei dati? 

La logica più ovvia è che i nostri dati servano per scopi commerciali, quindi per migliorare un prodotto, crearne di nuovi, indirizzare il mercato. Ma la cosa più inquietante è che i dati servano per scopi discriminatori riguardo il genere, la razza, il credo religioso, etc. Oppure ancora, ci dice Vasco Petruzzi, pensiamo ai dati biometrici che registrano i battiti del cuore e il nostro stato di salute. E se andassero in mano alle compagnie che stipulano le polizze vita?

Come vengono gestiti i dati nel condominio?

Rossana De Angelis ci spiega che gli amministratori raccolgono molti dati sensibili dei condomini, ma questi sono custoditi in una banca dati sicura. Gli inquilini hanno a disposizione accessi a questi data base ma possono consultare solamente i propri dati. 

Per quanto riguarda la video sorveglianza, la normativa prevede che le telecamere possano riprendere solo le zone comuni. Quindi non possono riprendere le porte, per evitare che si veda chi entra o esce di casa, né le serrande dei garage. Possono registrare ciò che accade ad esempio nelle aeree verdi. Per agire in modo diverso è necessaria l’unanimità in assemblea che deliberi il permesso a filmare le zone comuni.

Ma chi guarda quei filmati?

Non certo l’amministratore, ci assicura Rossana. Solamente le autorità preposte possono accedere a quelle registrazioni e devono avere i dovuti permessi.

Come possiamo evitare che ci spiino?

Vasco Petruzzi ha ideato Bianca Miao un super hard disk che si collega ad ogni dispositivo presente nella casa permettendoci di comandarlo. I dati però rimangono all’interno della casa proprio dentro Bianca Miao. Quindi possiamo avere le stesse comodità tecnologiche ma la parte di computazione rimane tra le mura domestiche.

Nell’era della tecnologia il nuovo oro sono i dati. Come possiamo trarne profitto?

Bianca Miao trasforma le nostre informazioni in gettoni – dati che possono poi essere rivenduti a chi ne fa richiesta.

Dopo questa chiacchierata sono entrata in casa in punta di piedi sussurrando, per paura che qualcuno mi stesse spiando.  

Sul finale di Rendering ho preso un po’ in giro Rossana De Angelis e Vasco Petruzzi mostrando alcune foto divertenti prese dai loro profili Facebook.

Consiglia un influencer

Ho chiesto agli ospiti di consigliarci un influencer, cioè un profilo che secondo loro vale la pena seguire.

Rossana De Angelis ci ha consigliato la pagina istituzionale di Anaci Roma e la pagina divertente su Instagram Quadri Condominiali.

Vasco Petruzzi ci ha consigliato Key4biz per rimanere informati sulla tecnologia.

Con Bricks and the city siamo in onda tutti i mercoledì alle 21 sul canale Roma 71 del digitale terrestre e anche su Facebook @bricksandthecity e su YouTube.

Se vuoi vedere le puntate precedenti:

Bricks and the city 1 – la casa in tv

Bricks and the city 2 – uso professionale dei social network

Bricks and the city 3 – arte e immobiliare

Bricks and the city 4 – casa sostenibile

Qui puoi vedere la quinta puntata integrale.