da | Mar 29, 2019 | TV | 0 commenti

Arte e immobiliare

Nella terza puntata di Bricks and the City la trasmissione televisiva interamente dedicata alla casa indaghiamo nella Roma contemporanea tra murales e archistar per vedere come la cultura influisce sul mercato immobiliare. 

Intervengono con me nella rubrica Rendering

Andrea Spera, architetto (polemico ma divertito in questa puntata)

Mr Klevra, street artist in collegamento telefonico

Sara Anselmi, architetta fondatrice dello studio Margarete

– Giulio Mentuccia, film maker, autore di diversi filmati sulla street art a Roma

–  Paolo Leccese, collega e blogger

Quando lavoravo nella cultura uno dei problemi era quantificare i benefici economici degli investimenti nei progetti culturali. Ora sono nel campo immobiliare e mi sono accorta che in molti quartieri le case sono le nuove tele degli artisti. 

Ostiense, ad esempio, è stata tra le prime zone di Roma ad avere murales di una certa importanza e oggi è diventata un vero e proprio street art district. Come ci dice Sara Anselmi nel video di Rendering e come spiega Artribune, una delle opere più recenti è Hunting Pollution dell’artista Iena Cruz prodotto da Yourban2030 il murale più grande d’Europa realizzato con una vernice antismog, Airlite. 

A Roma ci sono opere di street art di enorme valore. Basti pensare al murale di William Kentridge il visionario artista sudafricano che ha realizzato un’opera lunga 550 metri, da Ponte Sisto a Ponte Mazzini sui muraglioni del Tevere. Il titolo è Triumphs and Laments e si compone di 80 figure alte fino a 10 metri tratte dalla storia di Roma in un miscuglio di epoche e personaggi senza sequenze cronologiche. La tecnica, come in tutte le opere di Kentridge, è molto originale: un lavoro di sottrazione. Con degli idranti e sulla base di suoi disegni, il muraglione è stato pulito dalla sporcizia di secoli lasciando in nero i protagonisti. L’opera quindi scomparirà in circa 5 anni quando lo smog sporcherà nuovamente la parte pulita.

Negli ultimi anni molti quartieri periferici della capitale, come San Basilio, Trullo e Pigneto solo per citarne alcuni, sono stati cosparsi di murales enormi che hanno cambiato il mood dell’intera comunità. Sono nati l’orgoglio di appartenenza e persino un turismo dedicato alla street art, sia interno al quartiere che di appassionati e amanti dell’arte. Come ci racconta Giulio Mentuccia nella rubrica Rendering.

In queste zone la qualità della vita è migliorata, la violenza è diminuita e sono aumentati i servizi. Queste sono le caratteristiche che danno valore anche agli immobili.

Vediamo l’influsso dell’architettura contemporanea in città. Il Maxxi di Zaha Hadid e l’Auditorium di Renzo Piano hanno dato un nuovo slancio al Flaminio (Tiziano/Guido Reni). Questa zona semicentrale, molto bella ma prevalentemente residenziale si è animata con un via vai serrato e costante di persone amanti della cultura una volta entrati in attività il Museo delle Arti del XXI Secolo e il Parco della Musica. 

Se analizziamo i dati OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate) per i quartieri di Ostiense e Flaminio/Tiziano/G.Reni vediamo che:

– il picco per entrambi i quartieri è stato nel 2012 quando una casa a Ostiense si vendeva ad un minimo di 3100 euro/mq e ad un massimo di 4500 euro/mq, e al Flaminio ad un minimo di 4400 euro/mq e ad un massimo di 6100 euro/mq.

– nell’ultimo semestre del 2018 ad Ostiense si è venduto da un minimo di 2450 euro/mq a un massimo di 3700 euro/mq, al Flaminio da un minimo di 3700 euro/mq a un massimo di 5700 euro/mq. 

– in entrambi i casi c’è stata una tenuta migliore dei prezzi rispetto al calo nazionale del 20%. A Ostiense i valori massimi sono scesi del 17% e al Flaminio del solo 6%.

Molti penseranno che sia un azzardo sostenere che la tenuta dei prezzi delle case in queste zone sia dovuta alla cultura. Però se l’arte ha migliorato la qualità della vita, la fiducia dei cittadini e diminuito la violenza sicuramente è stato un elemento molto importante anche per il settore immobiliare.

Inoltre, Sara Anselmi che abita proprio di fronte al Maxxi ci ha rivelato che la parte della casa che affacciava sulla ex-caserma era secondaria, mentre oggi con l’edificio progettato da Zaha Hadid quella parte è la principale del suo appartamento e Sara ha spostato la sua sala da pranzo con vista sul Maxxi.

Quindi direi che l’arte e la cultura contemporanee nei quartieri dove si sono manifestate più evidentemente hanno avuto effetti positivi sul valore degli immobili.

Sul finale di Rendering prendo bonariamente in giro gli ospiti frugando nei loro profili Facebook. 

In ultimo chiedo di consigliarci un influencer, un profilo interessante da seguire.

Sara Anselmi ci ha consigliato Designmilk che si occupa di design ed ha 2,7 milioni di follower su Instagram.

Giulio Mentuccia ci ha consigliato il profilo di Paolo Conticini, il famoso attore di cinema e teatro.

Paolo Leccese ci ha consigliato di viaggiare per le città del mondo attraverso Timelapse, mettendo su Youtube Timelapse + il nome della città che si desidera visitare.

Andrea Spera ci consiglia di cercare spunti per l’arredamento e soluzioni architettoniche su Pinterest.

Con Bricks and the city siamo in onda tutti i mercoledì alle 21 sul canale Roma 71 del digitale terrestre e anche su Facebook @bricksandthecity e su YouTube.

Qui puoi vedere la puntata integrale.